Nutriamoci di Massaggi

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TRASLATE

Un pò di storia

Nutriamoci di MASSAGGI....

Il massaggio è la più antica modalità attraverso la quale un essere umano ha imparato a lenire la sofferenza di un suo simile, la parola massaggio deriva dall’ebraico massech che significa frizionare, premere, o dal greco "masso" che significa impastare, maneggiare; definisce una serie di tecniche la cui origine viene fatta risalire agli antichi Greci e Romani, ma è stato accertato che diversi tipi di manipolazione hanno 4000 anni e che il massaggio era già diffuso in oriente circa 6000 anni fa.

Il ricorso al massaggio, per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare e consentire una più facile applicazione d’oli e unguenti sulla pelle, si perde nella notte dei tempi, si può affermare che corrisponde alla prima tecnica di terapia che l’uomo ha utilizzato per il trattamento delle malattie, a partire dalle epoche più antiche il massaggio rappresentò istintivamente il più immediato metodo di terapia in quanto, tramite la manipolazione manuale, si svolge un’azione analgesica sulle parti dolenti dell’organismo.

Queste esperienze furono comuni a tutti gli uomini primordiali e si suppone che le sue origini possano risalire a 3000 anni prima di Cristo e in tutte le grandi civiltà appaiono indizi che ne indicano l’importanza, i primi riferimenti si trovano in manoscritti cinesi che risalgono al 2700 a. C. In questo periodo vissero i primi terapisti di cui ci è giunta notizia ed al terzo millennio a.C. risalgono le prime tecniche di cui si possiede una certa documentazione.

Durante il XX secolo, i grandi progressi compiuti dalla medicina convenzionale posero in secondo piano le terapie tradizionali che erano state praticate per secoli, abbagliata dai risultati della scienza e della tecnologia, fino a qualche decade fa, la maggior parte della popolazione dei paesi cosiddetti sviluppati, conosceva a stento il valore terapeutico del contatto umano. Tuttavia, attualmente il massaggio sta vivendo un momento di rinascita grazie a un forte bisogno di ritorno ai valori "naturali", come reazione alle condizioni di intenso stress imposti dalla moderna società.

Ayurveda: Le origini

L'Ayurveda è forse il più antico sistema di medicina naturale. La tradizione narra in forma epica che Brahma, autore della creazione,

formulò i principi dell'Ayurveda che rivelò alle divinità del cielo.

Molte migliaia di anni fa, alcuni saggi furono mossi a compassione nel vedere l'umanità in preda a sofferenze e malattie, così si

raccolsero in meditazione sui monti dell'Himalaya, nel posto più vicino al cielo, per chiedere a Brahma di rivelare agli uomini i segreti

della scienza della salute. Brahma, colpito dalla loro determinazione, inviò sulla terra il suo messaggero Indra. Brihaspati, rappresentante degli uomini, scelto perché era il più puro di essi, interrogò Indra ricevendo la conoscenza che avrebbe alleviato i dolori dell'umanità.Il massaggio thai si fonda sul concetto che il corpo è solcato da canali, la medicina indiana ritiene che ce ne siano oltre 70.000, denominati sen (nadi in sanscrito), attraversati dall'energia vitale prana; dieci sen sono di primaria importanza; 1) Sumana, 2) Ittha, 3) Pingkala, 4) Kalathari, 5) Sahatsarangsi, 6) Thawari, 7) Lawasang, 8) Ulangka, 9) Nanthakrawat, 10) Khitchanna.

Invisibili e non verificabili dagli strumenti scientifici attuali, i sen costituiscono un secondo corpo, Prana-maya Kosha in sanscrito, ovvero corpo energetico, strettamente intrecciato con il corpo fisico, Anna-maya Kosha, il solo corpo di cui si abbia esperienza sensoriale. La medicina indiana, da cui il massaggio thai deriva, classifica cinque corpi; oltre ai succitati, il Mana-maya Kosha, corpo mentale, il Vijnana-maya Kosha, corpo emozionale e l'Ananda-maya Kosha, corpo della coscienza cosmica; il massaggio thai lavora sul secondo corpo ed ha benefici effetti anche sugli altri. Quando il prana non circola adeguatamente nei sen si va incontro a disagi che possono degenerare in stati patologici.

Origini dello Shiatsu

Shiatsu è stato "codificato" in tempi abbastanza recenti ma la sua origine è da ricercarsi nelle antiche pratiche manipolatorie

di Cina, India e Giappone. Tamai Tempaku tra il 1910 ed il 1920 pubblica il primo libro intitolato "Shiatsu Ho", sempre in

quegli anni appaiono le "prime" tecniche basate sull'uso della pressione su diverse zone del corpo alle quali viene dato il nome

di Shiatsu. Sarà nel 1955-1964 che il Ministero della Sanità Giapponese darà il proprio riconoscimento ufficiale, grazie all'opera del M° Tokujiro Namikoshi.

Lo Shiatsu, nonostante la sua recente definizione, affonda le proprie radici in diverse antiche culture orientali, notoriamente ricche di Arti per la Salute; si parla addirittura del 3000 a.c. quando ci si riferisce ai primi documenti che parlano di "recupero del benessere e mantenimento dell'armonia con Universo"

In queste culture era inscindibile la relazione "tra uomo e natura", le numerose pratiche per la salute, ed il Benessere erano inserite in un ampio contesto sia filosofico che spirituale ed abbracciavano ogni aspetto della vita dell'essere umano.

Risale al VII° secolo, il passaggio in Giappone, di alcune di queste pratiche manipolatorie grazie a monaci buddisti; la ricca tradizione cinese approdò in terre fertili e dette avvio ad uno sviluppo che ancora oggi costituisce un patrimonio di inestimabile valore culturale.

Le tecniche pressorie avevano già trovato spazio in vari ambiti e con differenti denominazioni, ma è in Giappone che trovano una nuova, singolare forma di trattamento chiamato Shiatsu, che ha avuto una enorme diffusione a livello mondiale.

Massaggio Occidentale o Svedese

Negli anni a partire dal 1600, lo sviluppo degli studi di anatomia e di fisiologia furono di stimolo alla ricerca nelle terapie fisiche

e nel ‘700 vennero pubblicati diversi trattati sul massaggio, in primis quello di Grosvenor che inaugurò la fase moderna del

massaggio terapeutico.

Nel XVII secolo poi la popolarità del massaggio aumentò, grazie all’ intervento di un insegnante di ginnastica svedese chiamato Peer Ling che decise di codificare le diverse tecniche. Egli sistematizzò le varie tecniche di massaggio all’ interno di un metodo che prevedeva diverse manualità accanto a tecniche di mobilizzazione articolare ed esercizi ginnici.

E’ PER QUESTO CHE OGGI IL MASSAGGIO DI BASE VIENE SPESSO INDICATO ANCHE CON IL NOME DI MASSAGGIO SVEDESE.

La storia

Verso la fine del XIX secolo la tecnica del massaggio cominciò ad essere usata pressoché regolarmente come trattamento medico, tanto, che nel 1894, venne fondata la Society of trained Masseurs, in pratica il primo albo di massaggiatori.

In Italia poi venne fondata da Farneti nel 1920 una prima scuola di massaggio e successivamente diversi corsi, soprattutto per la cura dei mutilati della Seconda Guerra mondiale.

I benefici

Le “virtù” del massaggio sono innumerevoli. Si può cominciare dal rilassamento che, già di per sé, consente al nostro organismo di rigenerarsi, riequilibrando il sistema nervoso e ormonale, per passare, poi, in rassegna il lungo elenco di effetti positivi che questa tecnica apporta.

Tra i benefici, in primo piano ci sono:

Attenuazione dei segnali di tensione presenti sotto forma di crampi e spasmi muscolari.

Potenziamento del sistema immunitario, grazie al fatto che il movimento e le contrazioni muscolari rappresentano un metodo efficace per far circolare il liquido linfatico (che elimina le tossine) all’interno dell’organismo.

Miglioramento della circolazione, dal momento che i movimenti compiuti durante il massaggio consentono di spingere il sangue in direzione del cuore. In pratica si favorisce lo scambio, a livello cellulare, del sangue contenente le tossine, con sangue nuovo ricco di elementi nutritivi.

Eliminazione delle cellule morte e assorbimento di elementi che nutrono la pelle, rendendola vellutata e aiutandola a respirare.

Produzione di una sensazione di benessere dovuta al fatto di sentirsi accarezzati e coccolati.

Origini del massaggio Thai - Yoga

Il massaggio thai è frutto di una lunga storia che sconfina nella leggenda. Fu codificato nel V secolo a.C. dal medico indiano Shivago Kumar Baj, considerato ancora oggi in Thailandia “Padre della medicina”. Come attesta il Canone pali, scritture della tradizione buddhista Theravada, fu contemporaneo, amico e seguace del Buddha, esercitò l'arte medica alla corte del re indiano di Maghada Bimbisara e fu il medico della comunità buddhista (Sangha). Quando i monaci buddhisti e i discepoli del medico arrivarono in Thailandia, nel III o nel II secolo a.C., diffusero questo tipo di massaggio come pratica del Metta, "gentilezza amorevole". Non si hanno documenti che attestino pratiche di massaggio in Thailandia anteriori a questo periodo.

Le origini del massaggio thai sono oscure e poco documentate ed è lecito supporre che Shivago Kumar Baj abbia utilizzato nella sua codifica tradizioni mediche provenienti soprattutto dall'India (Ayurveda e Yoga) e anche dalla Cina, dal Sud-est asiatico, dalla medicina popolare, dalle pratiche sciamaniche,… L'influenza della medicina indiana si evince, oltre che dalla provenienza di Shivago Kumar Baj, anche dall'etimologia di molti termini: Sen Sumana - Sushumna nadi (sanscrito), Sen Ittha - Ida nadi (sanscrito), Sen Pingkhla - Pingala nadi (sanscrito). Anche molte posizioni del massaggio thai riflettono posture dello Yoga. Il concetto dei canali energetici che solcano il corpo è comune a diverse culture asiatiche (thai – sen, sanscrito-nadi, cinese-jīngluò, giapponese-tsobus); così come il concetto dell'energia vitale prana è comune sia a culture asiatiche sia a culture europee (sanscrito-prana, cinese qi, coreano gi, giapponese ki, greco πνεῦμα, latino spiritus, ebraico ruach,…); quindi, da questi dati, è impossibile tracciare un rapporto di derivazione storica tra una cultura e l'altra.

Il massaggio Thailandese è parte della tradizione e della storia Indiana (Ayurveda).

Origini della riflessologia plantare

Già oltre 5000 anni fa in Cina e in India si sapeva che è possibile agire sui nostri organi interni attraverso

i piedi. La tecnica, riaffiorata "miracolosamente" in Europa dopo l'incredibile diffusione delle pratiche

olistiche di questo ultimo ventennio, è chiamata On zon Su.

Anticamente, in Cina, gli studiosi e saggi taoisti camminavano tantissimo. Nella loro tradizione il viaggio a piedi era considerato fonte di conoscenza, apertura al mondo ed all'esperienza. Così alternavano periodi di studio e di ritiro nelle grotte sulle tante montagne sacre che ci sono nel territorio cinese, a lunghissimi viaggi in tutta la Cina e oltre. Chi si interessa di taoismo e visita lo "Stato di mezzo" - così era chiamata la Cina e questo vuole dire l'ideogramma che la identifica - troverà in molte città cinesi, templi taoisti e buddisti, montagne sacre, i segni del passaggio degli antichi maestri, spesso in luoghi distanti diverse migliaia di chilometri gli uni dagli altri.

Si narra che l'imperatore Grande Yi, famoso per le opere di canalizzazione delle acque, fosse continuamente in cammino, e sia passato dalla propria casa solo tre volte in tutta la sua vita. Egli camminava a piedi nudi, e la sera, stanco per il lungo peregrinare, si massaggiava i piedi per disperderne la stanchezza. Un'altra tradizione molto diffusa nell'antica Cina, e sopravvissuta fino ai primi decenni del secolo scorso, era quello di mendicanti che lavoravano nei bagni pubblici e che guadagnavano qualche spicciolo facendo un massaggio delicato ai piedi delle persone che frequentavano i bagni. Questo massaggio serviva a riattivare la circolazione delle persone stanche, soprattutto i ricchi ed i nobili, che facevano vita più sedentaria e solevano indugiare in abbondanti libagioni. Il massaggio li faceva stare meglio, e, più contenti, ricompensavano i mendicanti per il servizio reso.

Un'antica leggenda narra di come una fanciulla di nome Kyom Yin fosse rimasta incinta camminando scalza sulle orme lasciate sul terreno da un gigante. Il bambino nato da questa miracolosa circostanza divenne poi il progenitore di una importante dinastia durata più di otto secoli, mentre la madre, Kyom Yin, è stata considerata a lungo dai cinesi una importante divinità, una specie di Madonna del paese di mezzo.

Nel 480 avanti Cristo, poco dopo la nascita di Confucio e Lao Tzu, due tra i più grandi studiosi, pensatori e filosofi dell'antica Cina, divenne famoso il maestro Mak Zi (o Mou Zu). Questi era una specie di Robin Hood dell'epoca, convinto che si dovesse togliere ai ricchi per dare ai poveri. Mak Zi era anche un ingegnere ed un filosofo, oltre che uno studioso di pratiche mediche. Lui raccolse ed organizzò conoscenze di altri che, prima di lui, avevano scoperto l'importanza dello studio e della pratica del massaggio del piede e li formalizzò in quello che viene chiamato On Zon Su, ovvero "arte di toccare il piede con mano tranquilla" (questo infatti vogliono dire gli ideogrammi che ne compongono il nome).

Storia della Digitopressione

La digitopressione è un’antica arte di guarigione. La pressione delle dita esercitata su punti strategici stimola le capacità autocurative del corpo. Semplicemente esercitando una pressione su questi punti speciali si incoraggia lo scarico della tensione muscolare, l’aumento della circolazione sanguigna e lo scorrimento della forza vitale (chi). Come l’agopuntura, la digitopressione accede all’energia del corpo attraverso i canali dei punti e dei meridiani – entrambe utilizzano gli stessi canali dei punti e dei meridiani – per influenzare la salute e il benessere dell’individuo.

In questo sistema, i sintomi sono considerati un’espressione dello stato di tutto il corpo. Per esempio, un mal di testa da tensione può avere origine nell’area della spalla e del collo. Utilizzando i punti, la digitopressione può non soltanto alleviare il disagio e il dolore locale, ma anche ristabilire l’equilibrio di tutto l’organismo – prima che lo stress e lo sforzo causino problemi anche ad altre parti del corpo.

Quando si prova dolore, istintivamente si va a toccare la parte che fa male. Più di 5.000 anni fa i Cinesi scoprirono che toccando determinate parti del corpo, non solo l’area interessata al contatto migliorava, ma anche altre parti del corpo più lontane ne traevano beneficio. Nel corso del tempo, osservarono che esercitando pressione su determinati punti si potevano alleviare specifiche condizioni di salute.

Nelle prime dinastie cinesi, quando le sole armi disponibili per combattere erano sassi e frecce, i soldati feriti riferivano che anche i sintomi di vecchie malattie di cui soffrivano da anni svanivano improvvisamente. I vecchi medici, sconcertati perché non vedevano un collegamento logico tra il trauma e la guarigione, continuavano tuttavia a osservare il fenomeno. Stimolando le varie aree sulla superficie del corpo, a forza di tentativi, i medici mapparono i punti e svilupparono alcuni sistemi per alleviare i traumi, le disfunzioni e le malattie del corpo. Uno di tali sistemi era la digitopressione.

I Princìpi di Energia ed Equilibrio

La pratica della digitopressione ha avuto inizio come arte popolare nell’antica Cina, in India e in altre culture Orientali più di 5000 anni fa, per giungere poi in Giappone. Tuttora queste culture impiegano l’arte di curare con il tocco delle mani, arte che è stata tramandata di generazione in generazione per migliaia di anni.

Tramite l’osservazione dei cicli della natura – dal giorno alla notte, dalla primavera all’inverno, dalla nascita alla morte – gli antichi hanno riconosciuto le forze naturali dell’energia che regola ogni forma di vita, arrivando addirittura a distinguere i vari sistemi del corpo umano: il sistema circolatorio, che include il linfatico e il vascolare; il sistema neuro-muscolare; respiratorio; digestivo; urinario e riproduttivo.

I cinesi chiamano questa forza chi. In Giappone si chiama ki, mentre nelle pratiche yoga indiane è nota come prana. Tutti questi termini si riferiscono alla medesima forza vitale che esiste nell’ambiente – e nell’universo – che collega tutti gli esseri e conferisce la vita.

Il chi è il respiro cosmico della vita che crea e nutre lo spirito dell’uomo, ci dona energia e ci mantiene in moto. Il chi è la forza della natura che si muove in flussi e correnti visibili e invisibili attraverso la materia. Il chi collega ogni cosa. Crea le montagne, fa scorrere i fiumi e conferisce agli alberi la facoltà di ramificarsi verso il cielo con gran diversità. Il movimento del chi può essere osservato nel panorama e negli elementi, oltre che nel corpo umano.

Molti fattori influenzano il chi all’interno del corpo umano: i tratti fisici ereditari, la quantità e la qualità del cibo e del riposo, lo stress e i traumi. Negli squilibri estremi si possono manifestare disturbi mentali, emozionali e fisici. La fondazione delle arti di guarigione orientali mira a riequilibrare lo scorrere dell’energia in tutti gli aspetti dell’essere.

Gli antichi cinesi scoprirono che le forze dell’energia vitale consistevano nel gioco di due polarità opposte che creavano il movimento vibratorio e il flusso energetico. Queste forze energetiche polari sono conosciute come yin e yang, e seguono le leggi naturali che costituiscono i principi fondamentali di tutte le arti marziali e delle arti di guarigione.

Yin e Yang sono aspetti complementari e interdipendenti di una singola forza unificatrice. La forza Yin è considerata passiva, fredda, ricettiva, femminile e interna. La forza Yang è attiva, calda, produttiva, maschile ed esterna. Ciascuna dipende dall’altra ed entrambe contengono una piccola parte dell’altra.

Queste forze opposte interagiscono al fine di creare l’equilibrio. Ciò si può vedere nel simbolo di yin/yang, o del tai ch’i che illustra il principio della luce nell’oscurità e dell’oscurità nella luce.

Storia del Linfodrenaggio manuale

Nel IV secolo a.C., nell’antica Grecia le scuole di Ippocrate e Aristotele già menzionano l'esistenza di formazioni anatomiche non contenenti sangue, ma un liquido incolore denominato "sanies".

Herofilo, studioso greco di anatomia, descrisse l’esistenza dei vasi linfatici scoperti durante lo studio dell’apparato digerente e gli stessi vasi vennero minuziosamente descritti da Erisistrato. Studiosi arabi come Avicenna e Rhazes descrissero l’esistenza della circolazione linfatica nei secoli X - XI d.C.

Fino a non molto tempo fa il sistema linfatico è stato uno sconosciuto. Si deve giungere al XVII secolo d.C. per avere studi più approfonditi sull'argomento. Lo scienziato Gaspare Aselli (1581-1626), cremonese, scoprì i vasi linfatici presenti nell’intestino di un cane, denominandoli "venae lacteae", volendo con questo termine indicare la qualità cromatica del loro contenuto, che appariva bianco latte anziché rosso. Jean Pecquet (1622-1674) a Montpellier isola la "cisterna del chilo" (o detta anche cisterna di Pecquet).

Il danese Thomas Bartholin, noto in italiano come Tommaso Bartolino (Copenaghen 1616 -1680), è stato un anatomista famoso per essere stato il primo a descrivere completamente il sistema linfatico umano (1652), individuando nell’angolo succlavio - giugulare di sinistra lo sbocco del dotto toracico che, seguendo la terminologia usata dal Dr. Vodder, prende il nome di "terminus".

Nella stessa epoca lo svedese Olaus Rudbeck (1630 -1702), fu uno dei primi scopritori del sistema linfatico nel 1651, quand’era ancora giovane, assicurandosi così una precoce carriera. Circa un secolo dopo Paolo Mascagni, illustre anatomista, nato a Pomarance, in provincia di Pisa (1755-1815) approntò una mappa dei vasi linfatici dell’arto inferiore e nel 1787 pubblicò il suo trattato più conosciuto, il "Vasorun lymphaticorum corporis humani historia et iconographia".

Anche l’anatomista fracese Philibert-Marie-Constant Sappey (1810-1896) ideò una procedura per definire e delineare il sistema linfatico; iniettando mercurio nella pelle di un cadavere poté visualizzarne correttamente i vasi linfatici.

Mise così a punto una mappa, ancora validissima dal punto di vista descrittivo, comprendente la descrizione dei vasi linfatici e dei linfonodi di tutto il corpo umano. La sua opera più importante è il "Traité d'anatomie descriptive". A continuare gli studi di Sappey fu Henri Rouvière (1876-1952) nato in Francia, ricordato per la sua pubblicazione del 1932 "Anatomie des Lymphatiques de l'Homme". Fu professore di anatomia e grazie ad uno studio approfondito crea la classificazione dei linfonodi umani e ne associa le regioni di drenaggio.

Dopo varie teorie, si giunse alla "legge di Starling" un’equazione formulata nel 1894 dal fisiologo inglese Ernerst Starling (1866-1927) riguardante la filtrazione e il riassorbimento del liquido, teoria tuttora valida, anche se deve essere integrata da altri concetti. Il primo a gettare le basi di manovre manuali per trattare i disturbi linfatici, soprattutto a livello di edemi delle estremità, fu il chirurgo austriaco-belga Alexander von Winiwarter (1848-1917), che era nativo di Vienna. La sua metodica cadde in disuso fino a che il danese Emil Vodder (1896-1986) riprese gli studi e sviluppò il linfodrenaggio manuale così come lo studiamo e applichiamo oggi.

Egli compì studi di biologia, botanica, mineralogia, medicina, citologia e microscopia presso l’Università di Copenaghen, all’Ospedale Reale e al sanatorio di Skodsborg studiò fisioterapia e dietologia. Conseguì il dottorato in filosofia nel 1928 a Bruxelles. Si stabilì in Francia nel 1929 con sua moglie Estrid (naturopata) e lavorarono a Cannes e Juan les Pins come esperti di massoterapia.

Avevano allora come pazienti, degli inglesi che soggiornavano in tale zona per la cura delle loro malattie da raffreddamento che, condizionate dal clima umido del loro Paese avevano assunto un carattere cronico. I Vodder constatarono che tutti i pazienti presentavano noduli linfatici tumefatti in corrispondenza del collo.

Allora il sistema linfatico era tabù per massaggiatori e medici, Vodder osò rompere il tabù, trattò istintivamente tali nodi linfatici tumefatti ed ebbe successo.

Nel 1936 Vodder insieme alla moglie presenterà la sua tecnica denominata "Drenaggio Linfatico Vodder" a Parigi durante il Congresso d'Estetica "Salute e Bellezza".

Dopo la seconda guerra mondiale Emil Vodder e sua moglie Estrid hanno diffuso il metodo nei Paesi europei tenendo conferenze, dimostrazioni e cicli di insegnamento.

Questa attività da pioniere ha attirato l'attenzione di massaggiatori, esperti in cosmetica e medici, cosa che ha condotto alla fondazione di una "Società per linfodrenaggio manuale del Dr. Vodder" nel 1967, il cui compito era di trovare fondamenta scientifiche agli effetti del D.L.M. e di formare in modo ottimale i singoli gruppi professionali. Detta società fondata nel 1967 venne integrata nel 1976 nella società tedesca di Linfologia, quale sezione di "linfodrenaggio terapeutico" e "linfodrenaggio cosmetico-dermatologico”. La scuola Dr. Vodder fornisce il metodo originale insegnandolo senza falsificazioni. Lo scopo di questa scuola è di diffondere il Drenaggio Linfatico Manuale di Vodder nell'ambito della formazione professionale di massaggiatori e esperti di cosmesi, di coordinare l'insegnamento, di seguire il lavoro degli insegnanti, per un aiuto all'essere umano grazie a questo metodo.

Altri nomi di spicco Asdonk, Kuhnke, Leduc in Belgio, Foldi in Germania questi sono nomi che non possiamo dimenticare nella storia del metodo terapeutico detto conservativo degli edemi tessutali.

Principi

Il Drenaggio Linfatico Manuale accelera il processo di cicatrizzazione e contemporaneamente asporta il liquido che causa l’edema ed eventuali agenti patogeni o comunque corpi estranei.

Il linfodrenaggio viene eseguito principalmente in base ai dettami di due scuole.

Entrambe le scuole di linfodrenaggio si basano sugli stessi principi: la principale differenza tra le due sta nel tipo di movimento usato.

Emil Vodder fu il primo a studiarne le caratteristiche, ma Albert Leduc, docente di riabilitazione motoria presso l'Università di Bruxelles e fondatore del Gruppo Europeo di Linfologia, ha il pregio di averne perfezionato la tecnica e studiato su base sperimentale l'effetto, pur con limiti formali e su campioni ristretti.

Il linfodrenaggio di Vodder è una sequenza che ha come caratteristica inderogabile "l’apertura" sul collo di alcuni punti come profundus e terminus, corrispondenti a linfonodi, dotto toracico e la grande vena linfatica con il conseguente svuotamento.

L’apertura consiste in una combinazione di movimenti circolari - rotondi o ovali, eseguiti con una pressione di circa 40 gr. quindi superficiali che spingono la pelle, senza strisciarvi sopra.

Dopo di che si sceglie un distretto corporeo da massaggiare, (arti superiori, arti inferiori, etc.) in quanto il metodo Vodder non può essere applicato su tutto il corpo nella medesima seduta. Se andrò a lavorare sull’arto inferiore proseguirò con lo scarico dell’inguine e successivamente tratterò la coscia. Inoltre più è molle il tessuto, più leggero è il massaggio. La particolare tecnica di massaggio costituisce la caratteristica principale del Drenaggio Linfatico Manuale di Emil Vodder.

La tecnica di Leduc si basa su un numero più limitato di manovre, e propone una serie di protocolli di trattamento in base al tipo di disturbo. Il bendaggio dell'arto edematoso è parte integrante della cura: non dovrebbe essere compressivo e andrebbe applicato dalla periferia verso il centro.

Leduc sottolinea la necessità di adattare il drenaggio manuale al caso particolare: i principi devono servire solo come filo conduttore. La sola regola da non trasgredire mai è la delicatezza della manovra.

Effetti

I campi nei quali il Drenaggio Linfatico Manuale trova impiego sono sia medico sia estetico. I benefici effetti del DLM sono infatti molteplici e ad oggi non tutte le sue potenzialità sono state scoperte e sfruttate.

Le principali indicazioni sono l’effetto antiedematoso, esso favorisce infatti la circolazione linfatica, aumentandone la velocità di scorrimento, permettendo in questo modo la riduzione dell'edema, sia linfatico, sia di altra origine, come può avvenire nel periodo premestruale, nelle donne in gravidanza, dopo aver subito l’asportazione della vena safena, dopo l’esecuzione di procedure sclerosanti sulle varici o a seguito d’interventi di mastectomia.

Utile anche per eliminare gli edemi che si formano dopo un intervento di chirurgia plastica ed estetica, qui l’ideale sarebbe eseguire i trattamenti sia prima che dopo l’intervento. Anche gli edemi allergici e post-traumatici (distorsione o rimozione di apparecchio gessato) traggono benefici dal DLM. Ma anche a seguito di interventi chirurgici di sostituzione protesica i soggetti possono trovare giovamento sottoponendosi ad alcune sedute di Drenaggio Linfatico Manuale. Tutto questo è da intendersi come misura sussidiaria e non sostitutiva alla terapia medica o fisioterapica.

Effetto sulle difese immunitarie in quanto vengono potenziate attraverso il massaggio dei linfonodi; si aumenta la resistenza dell'organismo alle infezioni, non va applicato però in fase acuta perché ne favorirebbe la disseminazione. E ancora attraverso il drenaggio linfatico manuale avviene un generale rinnovamento del liquido intercellulare o interstiziale. Alexis Carrel, proprio per questa scoperta, fu insignito del premio Nobel nel 1964, dimostrò che l'apporto continuo di linfa fresca è essenziale perché le cellule possano rigenerarsi garantendo all'organismo una vita più lunga e sana. Si può comprendere facilmente l'effetto cicatrizzante che questo metodo possiede, anche in caso di piaghe torbide, da decubito, o di ulcerazioni difficilmente curabili con i normali metodi. Attraverso l'accelerazione del flusso linfatico, vengono asportate le sostanze ad azione irritante, che impediscono la detersione della ferita, e con l'arrivo di linfa fresca giungono anche principi nutritivi, con azione plastica e ricostruttiva del tessuto.

Altrettanto facile da comprendere è l'effetto benefico sulla microcircolazione, poiché viene migliorata la mobilità propria dei vasi e una accelerazione dei processi di filtrazione-riassorbimento a livello capillare sanguigno. Notevole è l'effetto rigenerante, particolarmente evidente nelle persone anziane, o in campo ortopedico con una più rapida costituzione del callo osseo in caso di fratture composte, o in dermatologia con la cicatrizzazione delle ragadi del capezzolo, durante l'allattamento. I movimenti lenti e ritmati del Drenaggio Linfatico Manuale hanno un effetto sedativo e rilassante favorendo un sonno fisiologico ai soggetti stressati o particolarmente affaticati.

L'azione antalgica e rilassante è particolarmente utile sulle contratture muscolari, sugli strappi o sulle distorsioni, cui associa anche un effetto antiedematoso.

Controindicazioni

Vi sono due tipi di controindicazioni nel trattamento del linfodrenaggio manuale: assolute e relative.

Le controindicazioni assolute sono: infezioni in fase acuta, tubercolosi, tumori maligni accertati o sospetti.

Le controindicazioni relative sono: insufficienza renale, insufficienza cardiaca, asma, ipertiroidismo, vagotonia.

Storia del massaggio Connettivale

Storia

Il termine "massaggo connettivale" fu coniato dalla Dicke, fisioterapista tedesca, che praticando frizioni profonde sulla regione sacrale del

suo corpo per alleviarne il dolore, riscontrò un notevole miglioramento

della sintomatologia dolorosa.

Già Head per primo, nel 1898, aveva riscontrato nelle lesioni degli organi interni iperestesia al tatto, alla pressione e alla temperatura, nonchè dolori spontanei in zone della cute innervate dallo stesso metamero del viscere ammalato; egli chiamò queste zone "punti massimali". Anche MacKenze aveva riscontrato un aumento della tensione e della sensibilità profonda di alcuni muscoli in corrispondenza di malattie di organi interni.

Le osservazioni di questi autori costituiscono la base della medicina massoterapica di cui il massaggio connettivo è forse l'espressione più completa.

Principi

L'applicazione di questa particolare tecnica di massaggio porta alla normalizzazione della tensione elastica e alla scomparsa di ogni reazione anomala dei tessuti.

Il livello di spostamento dei tessuti si classifica in tre forme:

Spostamento superficiale

Spostamento medio

Spostamento profondo

Volker e Rostosky, misurando la temperatura cutanea provocata dai disturbi circolatori delle estremità, hanno riscontrato, dopo un trattamento massoterapico connettivale, una vasodilatazione più evidente di quella ottenuta con agenti farmacologici. Il massaggio connettivale trae efficacia da stimoli cutanei e sotto-cutanei di zone riflessogene e dipende dai rapporti dell'innervazione che provengonodallo stesso livello metamerico tra tessuti cutanei ed organi viscerali.

L'applicazione massoterapica connettivale risulta molto utile nelle malattie degli organi interni, soprattutto di natura funzionale. I tessuti sani si solleveranno con facilità di 2-3 cm in avanti e in alto, mentre se c'è un aumento della tensione dei sottocutanei circostanti, i tessuti si solleveranno con minor intensità rispetto a quelli normali.

Effetti

Il massaggio connettivale grazie alle particolari manovre che utilizza ha quindi la capacità di stimolare la circolazione a livello locale, e di apportare così maggior ossigeno alla parte trattata. Le reazioni del tessuto connettivo al massaggio possono spaziare dal prurito più o meno intenso ad ecchimosi più o meno estese che appaiono solitamente alla prima seduta. In alcuni casi possiamo avere delle reazioni neurali, quali sudorazione e palpitazioni ciò avviene per la diretta dipendenza dal sistema neurovegetativo.

Controindicazioni

Il massaggio connettivale è controindicato in caso di: febbre o influenza in fase acuta, problemi cardiaci gravi, indigestione, diarrea, vomito, infiammazioni cutanee evidenti, bruciature.

 

Massaggio Cranio Sacrale

Storia

Fino alla fine dell'800 gli anatomisti pensavano che le strutture craniali fossero immobili. Nel 1912, il Dott. Calvin Cottan per primo avanzò la possibilità dell'esistenza di un movimento all'interno del cranio. La scoperta del sistema cranio-sacrale, e del relativo movimento presente in esso, è da attribuire ad un osteopata, il Dott. William Sutherland, il quale però negli anni '30 non aveva a disposizione quei mezzi scientifici che gli avrebbero permesso di dimostrare le sue intuizioni. Tuttavia i suoi studi fecero da base per quelli del Dott. John Upledger che dopo aver riscontrato un movimento delle ossa del cranio nel corso di un'operazione chirurgica, nel 1975 insieme ad un team di ricercatori dell'Università del Michigan, iniziò una serie di esperimenti. Fu così definitivamente chiarito che il cranio non è una struttura rigida ma semirigida, capace di micromovimenti che è anche possibile misurare.

 

Principi

Il massaggio Cranio-Sacrale è una tecnica di massaggio olistico che prevede un tocco molto leggero dell'operatore sulle ossa craniche e sulla colonna vertebrale, alla ricerca di un "contatto" con il ritmo cranio sacrale che andrà assecondato e stimolato.

Per comprendere come i micromovimenti delle ossa del cranio possano influenzare il benessere fisico e psichico dell'individuo è necessario conoscere il ruolo svolto da alcuni elementi che compongono il cranio, a partire dalla Dura madre. La Dura madre è una membrana densa, fibrosa e non elastica che, insieme all'Aracnoide e alla Pia madre, ricopre il cervello e provvede al nutrimento della sua parte esterna. Essa inoltre scende per la colonna vertebrale, fino a superare l'osso sacro e a rivestire il coccige, ultima vertebra della colonna vertebrale. Durante tale percorso, quindi, circonda il midollo spinale e le radici nervose. Il movimento o anche "respirazione" cranio-sacrale è alla base di un meccanismo di circolazione, lungo la colonna vertebrale e quindi dal cranio all'osso sacro, del "liquor", ovvero del fluido cerebro-spinale che scorre all'interno della dura madre.

Il sistema cranio-sacrale è costituito dalla struttura ossea, cioè ossa craniche, colonna vertebrale e osso sacro, dalle membrane meningee, interne al cranio, dal fluido cerebro-spinale detto "liquor" e dalle strutture che regolano la produzione, il riassorbimento e il contenimento del liquido spinale. Il sistema è inoltre collegato, per mezzo delle varie strutture dell'organismo, al sistema nervoso, circolatorio e linfatico, all'apparato muscolo-scheletrico, al sistema endocrino e al sistema respiratorio. Ciò premesso, appare chiaro che intervenire sul movimento cranio-sacrale, ovvero sulla fluttuazione ritmica del fluido cerebro-spinale, vuol dire innestare un processo che coinvolge l'intero organismo, favorendo il benessere.

Effetti

Il massaggio Cranio-Sacrale è in grado di apportare molteplici benefici; da semplice trattamento anti-stress, esso può essere in grado di riequilibrare la postura, i muscoli, l'apparato gastroenterico e di migliorare la respirazione. Essa è dunque risultata idonea in molti casi nella cura della sciatalgia, dei mal di schiena, dei traumi da parto, colpi di frusta, emicranie, cefalee, scoliosi, vertigini e problemi dell'articolazione mandibolare.

Controindicazioni

Il massaggio cranio-sacrale non è invasivo e può essere quindi praticato anche su donne in gravidanza, neonati e persone anziane.

Massaggio Psicosomatico

Attraverso il massaggio Psicosomatico l'individuo viene visto nella sua interezza; avvicinandosi a lui con un approccio che tiene in considerazione sia il corpo sia la mente. Questo metodo permette così di accedere alle emozioni più profonde, per questo motivo non segue un vero è proprio protocollo in quanto varia da persona a persona, in base alle esigenze di ciascuno, essendo ogni essere unico ed irripetibile. Partendo da una base corporea, si passa alla comprensione dei meccanismi profondi insiti nel corpo, avvicinandosi concretamente alla dimensione emozionale e psicologica dell'individuo, nonché a quella affettiva.

Effetti

Il massaggio Psicosomatico, con l'aiuto di tecniche di respiro, permette l'allentamento delle tensioni fisiche e lo scioglimento dei blocchi emotivi, che impediscono la percezione del nostro sé, ripristinando una condizioni di armonia ed equilibrio e riattivando potenzialità assopite e forza vitale. Aiuta a superare la somatizzazione delle tensioni e a ripristinare una corretta postura. Facilita la comunicazione tra corpo, mente, emozioni, indispensabile per iniziare un lavoro di crescita individuale

Controindicazioni

Il massaggio Psicosomatico non va praticato in caso di: indigestione, diarrea, vomito, febbre o influenza, fratture, ferite aperte. In caso di gravidanza informare l'operatore.

Massaggio Californiano

Storia

Il massaggio californiano è apparso all'inizio degli anni '70 a Esalen in California, vicino a San Francisco.

Il Massaggio Californiano deriva da un lavoro di sintesi che raggruppa diverse scuole e tradizioni come la massoterapia svedese, pratiche corporee degli Indiani d'America e tecniche di respirazione.

La sua nascita è avvenuta nell'ambito dello sviluppo, negli Stati Uniti, di una serie di terapie che predicavano la liberazione del corpo, l'espressione dei sentimenti e l'equilibrio globale della persona.

I massaggi, infatti, erano associati a terapie di gruppo. E' proprio in questo contesto "new age" che la tecnica del massaggio californiano si è pian piano sviluppata e si è professionalizzata, prima di diventare popolare e di estendersi al mondo intero, nel corso degli anni '80.

Principi

Il Massaggio Californiano è definito anche Massaggio Sensitivo, Massaggio Meditativo, Massaggio Anatomico, Massaggio rilassante psicosomatico.

La sua tecnica consiste nell'avvolgere e modellare il corpo nella sua totalità, alternando movimenti fluidi, leggeri, lenti, armoniosi, ritmici, dolci e molto estesi: è come se le mani eseguissero una coreografia armoniosa sul corpo.

Il massaggio viene eseguito con oli profumati che permettono di rendere i gesti più scorrevoli, dando una straordinaria sensazione di benessere, di completezza, di gioia e di calma. Le mani dell'operatore sono sempre a contatto con il corpo di chi riceve il massaggio e si muovono con ritmo lento e sincronizzato con il respiro.

I gesti del Californiano sono studiati per trasmettere energia alla persona che riceve. Tecnicamente si avvalgono della più completa gamma di manipolazioni che esista: sfioramento, trazione, vibrazione, impastamento, pressione locale, pressione scivolata, torsione, frizione, cullamento, allungamento, becco d'anatra, scollamento.

Effetti

Il Massaggio Californiano rilassa, dona una sensazione di tranquillità, pace e calma liberando la mente dai pensieri. Ha un'azione tonica sulla pelle, agisce sul sistema muscolare sciogliendo le contratture e rendendo più elastiche le articolazioni.

Stimola la circolazione sanguigna e linfatica, riattiva la vitalità della respirazione, favorisce la digestione e l'eliminazione delle tossine. E' il massaggio anatomico per eccellenza modella il corpo, lo ringiovanisce e in questo senso funziona come cura di bellezza.

Le manovre del californiano sono studiate per trasmettere energia alla persona che lo riceve. Stimolando dolcemente le numerose terminazioni nervose dell'organismo, stabilizza anche l'equilibrio nervoso. Esaltando l'interiorizzazione, permette di ritrovare la ricchezza dei sensi e di dare ascolto ai segnali che il corpo manda. C'insegna ad ascoltare noi stessi, a comprenderci meglio e aprendo le nostre porte interiori, ci porta ad accostarci con maggiore confidenza, sicurezza e socievolezza agli altri e al mondo esterno.

Quindi, il suo effetto è fisico ma anche psicologico, poiché questo massaggio migliora, per riflesso, la percezione del corpo, l'ascolto, l'autostima, e favorisce l'appagamento.

Controindicazioni

Il massaggio connettivale è controindicato in caso di: febbre o influenza in fase acuta, problemi cardiaci gravi, diarrea, vomito, micosi o malattie cutanee infettive, flebiti acute, infiammazioni cutanee evidenti, bruciature.

Massaggio Tui Na

Storia

Il Tui Na è una forma antichissima di massaggio, sviluppatasi in Cina più di tre millenni fa; affonda quindi le sue radici nell'istinto naturale dell'uomo di toccare con le proprie mani le parti che percepisce come dolenti e di cercare, sempre con le proprie mani, di curare se stesso e gli altri. Partendo da questa intuizione, confermata da una pratica difusissima e protratta per millenni, sono state codificate successivamente delle modalità di trattamento che sono state tramandate nei secoli fino ad oggi. I primi trattati risalgono alla dinastia Sui (589-618) con opere come "Trattato generale sulla eziologia e sintomatologia delle malattie", dove viene data particolare importanza alle tecniche di massaggio. Nei secoli successivi vennero pubblicati diversi libri, anche sull'uso del Tuina nella cura di malattie per bambini e grazie anche alla diffusione della stampa, vennero moltiplicati i testi sul massaggio che comprendevano anche il trattamento delle malattie interne e delle malattie febbrili Nell'epoca della dinastia Qing (1644-1911) viene pubblicato "Metodo della agopuntura e moxibustione dallo specchio d'oro della medicina" di Wu Qian che accoglie una vasta porzione sul Tuina e descrive otto manovre di base. Dal 1911 al 1949 con l'avvento della Repubblica, la pratica della Medicina Tradizionale Cinese e del massaggio vengono considerate fuori legge per scelta del governo di Goumindang, che cercava in questo modo di sradicare le "antiche credenze" e "superstizioni popolari" per non ostacolare lo sviluppo della Cina Moderna.

Principi

"Il Principio, data origine alla sua virtù una, questa si mise a svilupparsi secondo due modalità alterne. Tale sviluppo condensò l'atmosfera intermedia; da questa, sotto l'influsso delle due modalità Yin e Yang, furono prodotti tutti gli esseri sensibili" Lao Tze.

La teoria Yin-Yang si basa sulla costruzione filosofica di due polarità complementari, dette Yin e Yang. Tali opposti complementari non sono né forze né entità materiali. E neppure sono concetti mitici che trascendono la razionalità. Sono, piuttosto, categorie che si prestano a descrivere come le cose funzionano in relazione l'una all'altra e in relazione all'universo. Essi vengono usati per spiegare il continuo processo di mutamento in natura.

Effetti

I principali effetti del massaggio cinese Tuina sono:

 

- Regolarizzare il Qi nei canali energetici: ne libera la circolazione e ne favorisce la produzione

- Migliorare la circolazione del sangue

- Eliminare i fattori patogeni

- Rimuovere le ostruzioni, eliminare le stasi

- Promuovere le funzioni degli Organi e dei Visceri

- Migliorare la funzionalità delle articolazioni e aiutare a rilassare i muscoli

Il massaggio Tuina non ha una finalità terapeutica ma di mantenimento della salute e si limita a coadiuvare il processo spontaneo di guarigione.

Controindicazioni

Le controindicazioni al massaggio Tuina sono:

 

- Patologie cardiache ed epatiche

- Fratture, lussazioni vertebrali

- Durante o immediatamente prima del ciclo mestruale è sconsigliato il massaggio sulla zona lombare

- Gravidanza, soprattutto dopo il terzo mese

- Perforazione gastrica o intestinale

- Neoplasie cutanee primitive o metastatiche

- Ricevente defedato o anziano e gracile

- Subito dopo un abbondante pasto

SHANTALA -

Massaggio Indiano Infantile

La nascita è un evento eccezionale e per il neonato la più straordinaria, la più forte, la più profonda delle avventure.

Il grembo materno, prima della nascita, rappresenta un ambiente protetto, caldo e rassicurante dentro cui il

bambino è avvolto dalle pareti uterine e cullato dalle pressioni ritmiche del liquido amniotico. Al momento della

nascita il neonato entra in contatto improvviso con l’ambiente esterno, sconosciuto e incerto; avverte nuove e spaventose sensazioni che possono creargli uno stato di angoscia e di smarrimento. Il suo grido e il suo pianto, allora, non sono altro che l’appassionata protesta che un piacere così intenso finisca bruscamente. Col passare dei giorni comincia a capire che quelle figure, quei “mostri terribili”, non sono poi così minacciosi come sembravano all’inizio, ma, anzi, calmano la sua fame, lo accarezzano, vigilano sul suo sonno.

Il Massaggio Indiano per Neonati rappresenta un continuum energetico fra la vita uterina e quella esterna attraverso il quale è possibile prolungare l’intimo contatto tra madre e figlio, come un’integrazione fisiologica naturale e cosciente. Diventa, prima di ogni effetto terapeutico, lo strumento principale per comunicare con il proprio bimbo e dare avvio ad una relazione armoniosa tra genitore e figlio.

La pratica del massaggio indiano per neonati, anche chiamato Shantala , ha origine nella regione del Kerala a sud dell’India. È una delle più antiche e tradizionali arti indiane che viene tramandata da madre a figlia durante il periodo della gravidanza e fa riferimento ai principi basilari della Medicina Ayurveda. Si tratta di un metodo dolce e rassicurante che si pratica attraverso l’esclusivo uso delle mani per donare e comunicare al neonato sensazioni di benessere e di rilassamento.

IL MASSAGGIO SENSUALE

Introduzione

Il contatto è una delle esperienze fondamentali che l’essere umano sperimenta sin dalla nascita. Infatti, le carezze che il neonato o il bambino piccolo ricevono dalla madre, o comunque da qualsiasi adulto di riferimento, diventano il primo canale comunicativo utile a trasmettere e ricevere emozioni, sperimentando le sensazioni necessarie per crescere ed apprendere dall’esperienza.

La formazione della personalità di un bambino passa inevitabilmente attraverso questo primo canale esplorativo. Il bisogno del “contatto” ci procura un sentimento di soddisfazione e anche un riconoscimento di tipo affettivo verso la persona che ci ha fatto vivere tale sensazione. Quindi, durante l’infanzia l’esperienza del contatto diventa necessaria per la formazione del nostro modo “adulto” di vivere le relazioni umane in generale e quelle intimo-affettivo-sessuali in particolare.

Molto probabilmente un bambino che riceverà un contatto piacevole, caldo, affettuoso svilupperà sentimenti ed emozioni, che evolveranno in un felice apprezzamento della sensualità: non avrà paura di entrare in relazione “con” e sentirà il bisogno di esprimere se stesso anche attraverso le emozioni del corpo. Invece, quando l’esperienza del contatto in fase evolutiva diventa “sgradevole”, o comunque assente, fredda, è molto probabile che da adulti la nostra risposta al “tatto” si trasformi in un rifiuto anche di tipo aggressivo.

Quindi, l’importanza di riscoprire elementi “primari” nell’esperienza del contatto fanno del massaggio in generale e ancor più di quello erotico e sensuale in particolare la via maestra del benessere psico-fisico.

È utile ricordare che nel massaggio non viene attivato solamente il tatto, bensì tutti i nostri sensi soprattutto quando mettiamo in pratica un massaggio di tipo sensuale, quando entriamo in una certa intimità. Il tatto “padre di tutti i sensi” introduce e coordina il gusto, la vista, l’olfatto e l’odorato. Nello specifico, come afferma anche Kettenring (2005), l’amore passa soprattutto per l’olfatto, che costituisce la nostra radice evolutiva, una finestra aperta sui sentimenti e la vita affettiva.

IL MASSAGGIO IN GRAVIDANZA

 

Il massaggio in gravidanza o massaggio prenatale è una pratica che

asseconda le necessità del corpo della futura mamma nel corso delle

varie fasi che precedono il parto e non solo in

presenza di disturbi articolari. Il suo scopo è quello di accrescere le funzioni

dei muscoli e delle articolazioni, migliorare la circolazione, tonificare

il corpo e rinvigorire la partoriente sia sul piano fisico che mentale.

Si tratta di una pratica relativamente recente, la cui popolarità e diffusione

è in contenuto aumento, poiché estremamente piacevole, oltre che utile,

alla madre e al nascituro. I benefici fisici, inoltre, comprendono la riduzione

dello stress ormonale e di quello fisico legato alla trasformazione del

corpo della donna durante la gravidanza. Esso può prevenire, tra l’altro, le smagliature derivanti dalla distensione della pelle, migliorando la sua elasticità attraverso una stimolazione della circolazione sanguigna.Il massaggio prenatale non differisce, sostanzialmente, dal massaggio tradizionale, se non fosse per la posizione della donna che dovrà essere supina o su un fianco per non influenzare negativamente la posizione del feto nell’utero e per una serie di accortezze mirate a tutelare la salute della madre e del bambino. Le zone che non dovranno essere eccessivamente stimolate nel massaggio prenatale sono: La fascia renale sulla schiena - la regione pelvica - le zone riflesse dell'apparato riproduttivo sui piedi e sulle mani.

Tra i benefici che produce il massaggio prenatale ci sono:

Rilassamento e diminuzione dell’insonnia sollievo alle articolazioni relativamente al peso che devono sopportare nel corso della gravidanza sollievo al collo e alla schiena provati dallo squilibrio dei muscoli e dalla relativa debolezza assistenza nel mantenere la corretta postura preparare i muscoli ad essere usati durante il parto ridurre il gonfiore delle mani e dei piedi alleviare il dolore del nervo sciatico alleviare il mal di testa e la congestione del seno

Controindicazioni

Il massaggio prenatale non presenta particolari problemi di sicurezza per la salute della donna, ma è sempre consigliabile consultare il proprio medico prima di affidarsi alla pratica di un terapista, specialmente se si dubita della sua esperienza. In ogni caso, è bene informare il massaggiatore dei problemi fisici che si stanno avvertendo durante la gravidanza, prima di iniziare il massaggio.

Il massaggio è generalmente controindicato nelle seguenti situazioni:

fuoriuscite di acqua o di sangue, diabete, malattie contagiose, febbre, nausee mattutine, vomito o diarrea, vertigini, palpitazioni, dolori inusuali, alta pressione sanguigna, dolori addominali

Il massaggio in gravidanza potrà riguardare ogni parte del corpo ma non dovrà insistere nell’area delle ossa dell’anca o del tallone, poiché essi sono collegati all’utero e una loro eccessiva stimolazione potrebbe causare un travaglio prematuro.

Altre situazioni fisiche da non sollecitare in alcun modo nel corso del massaggio sono:

eruzioni cutanee, ferite aperte o contusioni

infiammazioni

vene varicose

infezioni locali

Alcuni medici sconsigliano la pratica del massaggio durante il primo trimestre di gravidanza a causa dei forti cambiamenti fisici ed ormonali cui è soggetta la donna. Solo a partire dal secondo trimestre, infatti, la donna avrà acquisito dimestichezza con la gravidanza e potrà giovare delle sollecitazioni del massaggio. Sollecitazioni che non dovranno comunque essere mai troppo insistite per non causare disagio e dovranno essere accompagnate da un dialogo costante e rassicurante tra il terapista e la futura madre. Nel secondo trimestre il massaggio potrà essere effettuato una volta alla settimana per una durata variabile tra i 10 minuti e un’ora, nel terzo trimestre la frequenza dei trattamenti potrà anche raddoppiare. L’uso di lozioni durante il massaggio è ammesso purché siano inodori, nel rispetto della alta sensibilità olfattiva della donna in gravidanza. Il luogo ove avverrà il massaggio dovrà essere ben ventilato per l’intera durata del trattamento, ed è raccomandata anche la presenza di musica, purché calma e rilassante.

Massaggio Lomi Lomi o Hawaiano

Storia

In tempi remoti, che alcuni fanno risalire al continente perduti di Mu e ad una razza stellare proveniente dalle Pleiadi che l'avrebbe popolato fondendosi poi con l'etnia locale, in Polinesia venne in essere una filosofia di vita chiamata huna, il "segreto". Il nome non implicava un desiderio di occultare la conoscenza, ma piuttosto si riferiva a una conoscenza del lato nascosto, non apparente, delle cose.

Il lomi lomi è un'antica pratica terapeutica presente, in origine in tutta la Polinesia. Nell'ambito della medicina tradizionale hawaiana costituisce la tecnica principale di manipolazione fisica dell'energia. Pur essendo fruibile anche solo come una modalità di trattamento corporeo, il lomi lomi comprende l'insieme dei metodi hawaiani di educazione e cura della sfera psico-emotiva, uniti ad una potente e versatile tecnica di manipolazione dei tessuti molli.

Di generazione in generazione, il lomi lomi è stato tramandato all'interno di una cerchia di iniziati, chiamati kahuna, depositari del sapere tradizionale dell'arcipelago. Kahuna, letteralmente, il "guardiano del segreto", è oggi un termine mal compreso o distorto. In origine inteso per indicare un adepto e insegnante specializzato in una delle branche della conoscenza tradizionale, è stato in seguito usato in modo indiscriminato per indicare soprattutto individui dediti a pratiche magiche corrotte o devianti.

Un kahuna è invece qualcuno iniziato e addestrato, da un parente naturale o adottivo, in un certo campo di conoscenza.

Oltre agli studi esoterici, la loro preparazione includeva materie oggi considerate scientifiche o tecniche. C'erano più di quaranta specializzazioni tra i kahuna, di cui quattordici relative alle arti terapetiche.

Le invasioni da Tahiti e Samoa attorno al 1250 d.C., con il conseguente sovvertimento della struttura sociale tradizionale dei clan a favore di una più gerarchizzata e autoritaria, in linea con i desideri dei nuovi capi, prima, e la venuta dell'uomo bianco, in tempi in cui la politica missionaria cristiana era miope ed impietosa, dopo, produssere la quasi totale scomparsa degli ordini iniziatici. Persecuzioni, e in seguito, leggi contro il kahunaismo, obbligarono i pochi kahuna superstiti al silenzio e alla segretezza. Gran parte della tradizione huna scomparve.

Fu solo nel 1920 che un occidentale, Max Freedom Long (1898-1971), dopo una lunga e difficile ricerca riuscì a scoprire il codice segreto usato dai kahuna per celare nella lingua hawaiana i principi della loro tradizione esoterica. In seguito, in tempi più recenti, altri studiosi hanno contribuito a gettare luce su questa dottrina poco conosciuta. In particolare a Serge Kahili King, hawaiano di adozione e kahuna iniziato nell'ordine di Kane, va il merito di avere divulgato in modo chiaro e lucido, con libri e seminari, questo antico sistema. Persino alcune famiglie hawaiane, nel cui interno si era mantenuta una tradizione orale della storia e dei costumi ancestrali dell'arcipelago, hanno scelto di dividere anche con gli haole, i non-hawaiani, questa conoscenza. I tempi sono ormai maturi perchè lo huna sia di nuovo accessibile. Gran parte di questa tradizione è esposta nel Kumulipo, il libro della creazione hawaiano. In origine parte di una tradizione orale, esso fu composto nella sua forma attuale nel 1700 da Keaulumoku.

Principi

L'idea fondamentale della filosofia huna è che ognuno di noi crea la propria esperienza personale della realtà per mezzo delle proprie convizioni, interpretazioni, aspettative, desideri, paure, pensieri sentimenti e azioni. Questo significa che cambiando il nostro modo di pensare possiamo cambiare le circostanze e il mondo intorno a noi. La chiara consapevolezza dei nostri desideri, sostenuta da un'attenzione concentrata, attira, se non addirittura crea, le circostanze che ci permettono di realizzare ciò che vogliamo.

Nella visione huna qualsiasi concezione della realtà è arbitraria. L'unica cosa importante è ciò che crediamo sia utile per noi. Al di là delle ipotesi di base, lo huna è interessato solo all'efficacia, che costituisce la misura della verità. Un'altra idea è che non esistono limiti o divisioni. La separazione è un'utile illusione: tutto è connesso, collegato. Inoltre, se non ci sono limiti, ne consegue che tutto è possibile. Infine, noi non siamo vincolati da esperienze del passato o percezioni del futuro. Noi abbiamo il potere, nell'attimo presente, di cambiare qualsiasi nostra convinzione che ci limiti, sostituendola con una più produttiva.

 

 

Massaggio Miofasciale

Principi

Il massaggio miofasciale è una tecnica di massaggio che lavora in profondità agendo sulla fascia del muscolo e sull'aponeurosi strutturale, ovvero sul tessuto connettivale resistente, che riveste i ventri muscolari, li unisce l'un l'altro e ne permette il reciproco scorrimento.

Il miofasciale si pratica con le mani, gli avambracci e i gomiti, tra le manualità utilizzate troviamo l'allungamento dolce ma profondo, trazioni e compressioni. È un massaggio lento e ritmato, localizzato alla zona interessata, l'operatore muove con le dita i piani sottostanti la cute, agganciandoli e spostandoli trasversalmente alla linea del tessuto interessato.

Questo tessuto può andare incontro a "densificazioni" che ne limitano la normale mobilità, dando così origine a problematiche muscolari, articolari, posturali e tessutali in generale.

Molto usato nell'ambito sportivo e rieducativo, risulta essere un ottimo trattamento anche a scopo preventivo.

Effetti

Il massaggio miofasciale è in grado di riequilibrare gli squilibri fasciali, migliorare la postura e risolvere dolori muscolo-articolari.

I vantaggi del massaggio miofasciale sono quelli di aumentare l'apporto ematico, di migliorare il deflusso venoso e linfatico, di restituire scorrevolezza ai tessuti e quindi di modificare la percezione di rigidità e di dolore, inducendo un progressivo rilasciamento della componente fasciale, liberando i muscoli e gli organi dalle costrizioni associate alla densificazione del connettivo.

Il tessuto connettivo, si spande ed avvolge tutto il corpo, questo complesso di membrane trasmette ogni minima tensione a tutto il corpo. Lavorare sulla decontrazione della fascia significa intervenire direttamente sulla postura con tutti i benefici che ne derivano.

Ha un azione profonda sull'organismo chiamando in causa anche il sistema vegetativo tanto da provocare stati di profondo rilassamento, per questo deve essere applicato con le dovute conoscenze.

Controindicazioni

Il massaggio connettivale è controindicato in caso di: febbre o influenza in fase acuta, problemi cardiaci gravi, diarrea, vomito, micosi o malattie cutanee infettive, flebiti acute, infiammazioni cutanee evidenti, bruciature.

Moxa - Artemisia

Storia

Le proprietà terapeutiche del calore sono note, molto probabilmente, fin dai tempi più lontani.

L'uomo ebbe modo di

sperimentare il senso di benessere procurato dal calore del sole prima ancora che venisse scoperto

il fuoco e che gli venisse

attribuito un significato rituale. Tuttavia molto presto divenne chiara la differenza che esisteva tra

simbolismo e vantaggi

pratici, perchè, secondo Wang Xuetai, "nella società primitiva, le persone che si scaldavano al fuoco scoprirono per caso che,

applicando calore alla regione addominale, potevano attenuare i sintomi del dolore addominale e il senso di turgore e

pienezza". Così prese ad evolversi la moxibustione, l'applicazione di calore ad una zona particolare del corpo allo scopo di

alleviare una malattia. Più tardi questa pratica divenne parte integrante del sistema della medicina cinese.

Benchè la maggior parte dei principi filosofici e delle conoscenze pratiche su cui si basano questi metodi terapeutici si sia

sviluppata in Cina, la parola moxibustione deriva dal giapponese Moe Kusa, che vuol dire "erba che brucia". In seguito

agopuntura e moxibustione si svilupparono di pari passo. In Cina esistono le prove che circa 10.000 anni fa la

cauterizzazione veniva utilizzata insieme alle tecniche di agopuntura, praticata allora con pietre appuntite (pietre Bian).

La citazione più antica sull'uso dei bastoncini moxa si trova in un libro intitolato Il Rimedio Magico, pubblicato quando

ancora si attribuiva maggior importanza alle prerogative mistiche del trattamento. Già nel III secolo d.C. comparvero libri

sulla moxibustione che avevano titoli come Il metodo di moxibustione di Chao, Moxibustione per le malattie consuntive e Il

nuovo libro sulla moxibustione chirurgica. Alcuni medici, vissuti in epoche lontane, tentarono di sviluppare la moxibustione

come sistema indipendente grazie alla sua semplicità ma, come afferma Wang Xuetai, non è possibile scindere questa tecnica dal sistema globale della medicina cinese. Tuttavia il livello di specializzazione in quest'arte era tale che, nel 1128, Zhuang Zhuo pubblicò un trattato dal titolo Gaohuang Jiu Fa. Diversi erano i materiali per applicare il calore: foglie e ramoscelli secchi, carbone di legna, bastoncini d'avorio, zolfo, ma le foglie secche dell'Artemisia vulgaris divennero, con il passare del tempo, le più popolari.

Principi

L'Artemisia vulgaris (artemisia, assenzio cinese) è molto diffusa in Estremo Oriente e in gran parte dell'Europa.

Tradizionalmente l'artemisia veniva colta nel quinto mese lunare e fatta essiccare per tre anni. La moxa essicata al sole era considerata più efficace, forse per i poteri che fin dall'antichità erano attribuiti alla luce del sole. Le foglie venivano sbriciolate fino ad ottenere una consistenza simile a quella del tabacco trinciato sottile. In Cina vengono mescolate insieme all'artemisia altre sostanze medicinali o erbe come l'Aquilaria agallocha, la Rosa banksiae, la Pistacia lentiscus e lo zenzero secco.

In seguito erano applicate sui punti di agopuntura e su altre aree del corpo, quindi, dopo aver dato loro fuoco, si lasciavano bruciare fino a che il calore diventava insopportabile.

I componenti dell'artemisia sono: olio volatile, resina, tannino e artemisia, un principio amaro. Da un punto di vista medicinale è considerata un nervino, un tonico, un febbrifugo, un antiepilettico e un emmenagogo.

E' utile classificare le tecniche di moxibustione a seconda che siano dirette o indirette:

Moxibustione diretta Questo metodo comporta l'uso di cono di moxa applicati direttamente sulla superficie cutanea. Si usa sia il metodo che lascia i marchio sia quello che non ne lascia.

Moxibustione indiretta E' la moxibustione in cui la lana (così dette le foglie lavorate) non è a contatto diretto con la pelle e viene fatta sia con i coni che con i sigari di moxa.

- Moxa indiretta con i coni. Il cono di moxa viene acceso sopra uno strato (fettina di vegetali o compressa medicinale) posto sul punto. Lo stimolo è diverso a seconda della sostanza usata.

- Moxa con i sigari. Dopo aver scelto il sigaro adatto, a seconda della costituzione del paziente, se ne accende l'estremità fino a farla diventare incandescente in modo uniforme. Ci sono tre metodi di applicazione, nel primo si applica il sigaro di moxa il più vicino possibile al punto da trattare e si tiene la posizione fino a che il ricevente non tollera più il calore.

Nel secondo il sigaro acceso viene posizionato a 1/2-1 cun di distanza e poi viene mosso avanti e indietro lungo la zona interessata, questa tecnica è adatta per quei punti che potrebbero essere troppo sensibili all'applicazione diretta o prolungata di calore.

Nel terzo metodo, detto anche a beccata di passero, il sigaro viene lentamente avvicinato e allontanato dalle pelle in modo che il ricevente avverta un piacevole calore.

Effetti

Nonostante, nel corso dei secoli, la moxibustione sia stata utilizzata in modo efficace per alleviare diverse malattie, non sono stati fatti molti progressi per fornire una spiegazione precisa ed esauriente dei suoi meccanismi. I benefici di questa tecnica agiscono indibbiamente a livelli diversi e in ultima analisi può non essere necessario operare una distinzione. Come afferma Porkert:"Dovremmo sempre tener presente che la scienza occidentale non è più razionale di quella cinese, semplicemente è più analitica". La terminologia e i concetti possono essere diversi ma è possibile avvicinarsi ad una soluzione comune da direzioni opposte. In base allo stato attuale di conoscenze è più conveniente considerare separatamente gli effetti e la teoria.

Controindicazioni

Non vi sono particolari controindicazioni se utilizzati i punti più adatti e la giusta modalità di applicazione

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